Proposta di arricchimento dell’offerta formativa rivolta al triennio della Scuola Secondaria Superiore con particolare riferimento al curriculo di Italiano, di Storia, di Religione Cattolica, di Educazione Civica (con particolare riferimento a Cittadinanza e Costituzione), in coerenza con il Protocollo d’Intesa firmato il 22 marzo 2018 dal Ministero della Pubblica Istruzione (Miur) e da Gariwo onlus-Comitato la Foresta dei Giusti “per la diffusione della conoscenza dei Giusti e della memoria del bene”

 

Progetto

TESTIMONI DI PACE E DI GIUSTIZIA

in America latina nella stagione delle dittature: Oscar Romero, Marianella Garcia Villas, Helder Camara, Pierluigi Murgioni

L’America latina è una realtà che in campo economico nel corso del Novecento passa dalla sfera d’influenza inglese a quella statunitense. Dopo la vittoriosa rivoluzione cubana del 1959, che porta al potere Fidel Castro e pone fine alla dittatura di Batista, nei vari Paesi dell’America centrale e meridionale iniziano a manifestarsi forme di malcontento e di protesta per le marcate disuguaglianze sociali e per le diffuse situazioni di ingiustizia. In un tale contesto le forze armate assumono una presenza sempre più significativa nella vita politica, con lo scopo di reprimere sul nascere ogni tentativo di modificare l’assetto politico e sociale. Negli Stati Uniti il 20 gennaio 1961 sale alla presidenza John Fitzgerald Kennedy, il quale offre ai Paesi latino americani, per evitare che cadano sotto l’influenza cubana e sovietica, un programma di finanziamenti per 20 miliardi di dollari (denominato “Alleanza per il Progresso”), finalizzato anche a riforme sociali ed economiche. Di fatto i principali Paesi del Centro e del Sud America utilizzano i soldi per modernizzare gli eserciti e per creare forze di sicurezza antiguerriglia.

Tra il 1961 e il 1965 si susseguono in America latina, con il sostegno statunitense, sette golpes militari. Si affermano delle dittature anche nei Paesi più importanti, come il Brasile, dove nel 1964 si ha un colpo di Stato. Governi autoritari e repressivi caratterizzeranno per i due decenni successivi la maggior parte dei Paesi latinoamericani.

L’11 settembre 1973 un colpo di Stato, operato dal generale Augusto Pinochet, porta alla guida del Paese le forze armate anche in Cile, dove dal settembre 1970 governava la coalizione di sinistra guidata da Salvador Allende, che aveva regolarmente vinto le elezioni; centinaia sono le vittime, migliaia gli arresti e lo stesso Allende viene ucciso. Nel 1976 tocca all’Argentina, dove i militari, sotto la guida del generale Jorge Videla, oltre a prendere il potere, fanno sparire migliaia di oppositori (desaparecidos), di cui non si saprà più nulla. Tutti questi golpe, non ultimo quello del 27 giugno 1973 in Uruguay, sono caratterizzati dall’uso sistematico della tortura e da una spietata politica di repressione poliziesca. Vengono inoltre realizzati con il sostegno degli Stati Uniti, attuato tramite l’intervento dei servizi segreti (la CIA), che non vogliono la creazione di una seconda situazione cubana sulla porta di casa. Il Centroamerica e i Caraibi sono per gli Stati Uniti una sorta di “cortile di casa” (patio trasero), un’arteria strategica e commerciale di vitale importanza, anche per la presenza del canale di Panama.

In questa situazione si situa la figura di Oscar Romero, il vescovo di San Salvador che da posizioni di tradizione e di conservazione ad un certo punto, progressivamente, matura la consapevolezza che deve annunciare con decisione e chiarezza il vangelo di pace e di giustizia. E ciò lo pagherà con la vita.

In El Salvador opera anche Marianella Garcia Villas, prima parlamentare, poi presidente della Commissione diritti umani con accrediti presso gli organismi internazionali. Proprio la sua opera di denuncia delle violenze e delle brutalità del regime militare la porterà al sacrificio della vita. Verrà infatti fermata, torturata e assassinata mentre sta raccogliendo prove sull’uso di armi chimiche da parte dei militari.

In Brasile abbiamo Hélder Camara, profeta di giustizia, di pace e di nonviolenza, noto in tutto il mondo per i suoi appelli e interventi per la pace, i diritti umani, la giustizia sociale.

Accanto ad Oscar Romero, Marianella Garcia Villas e Hélder Camara abbiamo il bresciano Pierluigi Murgioni, che di Romero ha curato la traduzione in italiano del Diario: don Murgioni – morto a soli 51 anni – ha pagato con cinque anni di carcere duro e di torture, in Uruguay, la sua fedeltà al vangelo e all’uomo.

Il percorso qui proposto intende proprio approfondire la storia dell’America latina nella stagione delle dittature e illustrare come Oscar Romero, Marianella Garcia Villas e Pierluigi Murgioni hanno attraversato tale stagione, proponendo la strada della nonviolenza, della giustizia e della pace.

Il progetto può essere arricchito inserendo ad esempio la visione del film “Missing” di Costa Gravas.

Testi di riferimento per il progetto:

  • Anselmo Palini, Oscar Romero. “Ho udito il grido del mio popolo”, editrice Ave, Roma nuova ristampa 2020, prefazione di Maurizio Chierici, giornalista e scrittore, già inviato del “Corriere della Sera” in America latina dove conobbe e intervistò mons. Romero, postfazione del cardinale salvadoregno Gregorio Rosa Chavez

 

  • Anselmo Palini, Pierluigi Murgioni. “Dalla mia cella posso vedere il mare”, editrice Ave, Roma nuova ristampa 2020, prefazione di Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina e assistente generale dell’Azione Cattolica Italiana, compagno di seminario di don Murgioni alle medie e al liceo

 

  • Anselmo Palini, Marianella Garcia Villas. “Avvocata dei poveri, difensore degli oppressi, voce dei perseguitati e degli scomparsi”, editrice Ave, Roma nuova ristampa 2020, con prefazione di Raniero La Valle e postfazione di Linda Bimbi (di questo testo è disponibile anche l’edizione in spagnolo, su cui potrebbero lavorare le classi che studiano appunto spagnolo)

 

  • Anselmo Palini, Una terra bagnata dal sangue. Oscar Romero e i martiri di El Salvador, edizioni Paoline, Milano 2017, con prefazione di padre José M. Tojera e postfazione di don Vicente Chopin, teologi salvadoregni

 

  • (novità in uscita per fine settembre 2020) Anselmo  Palini, Helder Camara. “Il clamore dei poveri è la voce di Dio”, ed. Ave, Roma  ottobre 2020, con prefazione di mons. Luigi Bettazzi e postfazione di due vescovi  bresciani che operano in Brasile

Destinatari
Classi del triennio, preferibilmente le classi quinte, in quanto il periodo storico che viene accostato è quello del Novecento.

Articolazione del lavoro
 

L’autore dei quattro testi tiene un incontro introduttivo, anche online, della durata di circa un’ora, nella parte iniziale dell’anno scolastico, rivolto a tutte le classi interessate al progetto al fine di illustrare il senso del progetto e inquadrare storicamente le vicende narrate nei vari testi.

Successivamente, sotto la guida dei docenti, avviene la lettura di almeno uno dei testi indicati e infine il confronto su di essi con l’autore in un incontro della durata di un paio d’ore.

Costi
Sarebbe necessario l’acquisto da parte della scuola, presso i propri normali fornitori, di alcune copie dei libri in questione, di modo che lo possano avere gli insegnanti interessati al progetto e possa anche essere distribuito nelle classi per la lettura da parte degli studenti.

Se la scuola è in provincia di Brescia, dove risiede anche l’autore, non viene chiesto alcun rimborso spese. Se invece la scuola è fuori provincia, l’autore interviene dietro semplice rimborso spese per il viaggio e l’eventuale pernottamento.

Periodo di svolgimento del progetto
L’attività può essere calendarizzata nel tempo che si ritiene più opportuno ai fini didattici e per l’organizzazione dell’attività scolastica.

Contatti
Proposta a cura del prof. Anselmo Palini, già docente di Materie Letterarie all’istituto “Antonietti” di Iseo (BS).
Cell. 331 8136856  – palini.anselmo@gmail.com  – www.anselmopalini.it